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17 marzo 2017

Ticino: rotta verso il settore moda

Convegno a Lugano sul ruolo crescente dell'e-Commerce, che crea rischi e opportunità. Nel cantone hanno sede 80 marchi internazionali. Grandi le potenzialità di sviluppo.

Il Ticino è già oggi sede di 80 marchi di moda internazionali, tanto che le aziende del settore hanno sostituito le banche diventando il primo contribuente del cantone. E se il Ticino saprà giocare bene le sue carte, soprattutto nell'ambito dell'e-Commerce, potrebbe diventare uno dei principali centri internazionali in questo settore. E' quanto scaturito il 13 marzo nel corso del convegno "e-Commerce meets Fashion in the Ticino Fashion Valley", organizzato a Lugano da NetComm Suisse, un'associazione fondata nel giugno 2012, con sede a Lugano, che raggruppa gli operatori del commercio elettronico e della comunicazione digitale.

Carlo Terreni, direttore di NetComm, ha sottolineato l'importanza del settore della moda e il suo potenziali in Ticino. "Dopo la prima ondata di aziende della moda - ha spiegato al Corriere del Ticino - ora siamo alla soglia di una seconda ondata, che potrebbe portare all'arrivo di numerose aziende ad altissimo livello tecnologico. Infatti molte società attive nei campi dell'intelligenza artificiale e della realtà virtuale stanno valutando se aprire in Ticino per stare vicino ai loro clienti, che sono le aziende della moda. Inoltre si stanno creando molte opportunità lavorative - ha precisato - perchè le società della moda stanno per assumere personale per sviluppare le attività di e-Commerce. Stiamo entrando in una nuova fase, grazie al fatto che sono spinte a gestire in Svizzera le loro vendite online per questioni fiscali. Tuttavia - ha sottolineato - per risultare vincenti in questo settore tutti gli attori ticinesi devono fare un gioco di squadra, dalle autorità alle aziende, coinvolgendo anche gli istituti di formazione".

Nel corso del convegno, che ha potuto contare su circa 700 partecipanti, sono stati illustrati gli effetti dell'e-Commerce sul settore della moda, che già oggi sono dirompenti. Il settore merceologico nel quale oggi vengono effettuati più acquisti online in Svizzera è proprio quello dell'abbigliamento-moda, con una spesa media pro capite nel 2016 di 535 franchi. Dopo i saluti di Michele Foletti, titolare del Dicastero consulenza e gestione della Città di Lugano, e di Stefano Rizzi, direttore della Divisione economia del DFE, che hanno confermato il sostegno delle istituzioni ticinesi al settore della moda, si è entrati nel vivo dei lavori.


INNOVAZIONE. Al LAC di Lugano illustrati i fattori che stanno cambiando il settore della moda. L'e-Commerce è fra quelli più importanti. 

La signora Xia Feng, responsabile del settore Digital & Strategy di VF EMEA, ha parlato dell'impatto della digitalizzazione sul settore della moda che sta vivendo una vera e propria rivoluzione. "Oggi ogni casa di moda deve avere canali online di vendita", ha spiegato. E questi canali stanno assumendo un'importanza assolutamente strategica, con la creazione di cifre d'affari estremamente elevate. Secondo Xia Feng, tuttavia, il processo di digitalizzazione non è molto diverso dal processo di industrializzazione dei primordi, con fenomeni come la produzione di massa e l'accesso diretto al consumatore finale. Questo permette di abbattere il costo di distribuzione, che finora era abbastanza elevato a causa delle spese per i punti vendita sul territorio. infatti, oggi sono le piccole società a registrare la crescita maggiore. "Stiamo assistendo ad una sorta di democratizzazione della moda", ha sottolineato.

La digitalizzazione inoltre sta cambiando anche il modo di fare moda, dato che è possibile coinvolgere il cliente, chiedendogli come vuole il prodotto. Per esempio ci sono fabbricanti di scarpe ai quali si può commissionare una calzatura scegliendo i colori. Inoltre, la digitalizzazione permette di poter disporre di una massa incredibile di dati sugli acquirenti e sui loro gusti, e quindi l'e-Commerce funziona come una specie di "amplificatore di creatività"

Dal canto suo Patrizia Presenti, già consigliera di Stato ticinese e ora membro dell'Executive Committee di digitalswitzerland, un'organizzazione che cerca di far diventare la Svizzera una piattaforma mondiale nel campo della tecnologia e dell'innovazione, ha parlato delle numerose iniziative per aiutare le start-up nel campo del digitale, migliorando le condizioni quadro a livello normativo e legale. (di Roberto Giannetti, Corriere del Ticino)