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13 gennaio 2017

In arrivo in primavera la super federazione della moda italiana

Da Firenze arrivano conferme sulla nascita di un’unica federazione confindustriale rappresentativa del settore moda che, così “aggregato”, varebbe più di 90 miliardi di euro di fatturato. A mettersi insieme sono Smi (abbigliamento), Anfao (occhiali), Assocalzaturifici (calzature) e Aimpes (borse e pelletteria).

L’unione è già stata deliberata dalle assemblee di tutte le associazioni coinvolte e sarà operativa tra due o tre mesi, appena varato l’atto costitutivo.

Le attuali organizzazioni, oggi guidate rispettivamente da Claudio Marenzi, Cirillo Marcolin, Annarita Pilotti e Riccardo Braccialini, non scompaiono ma si alleano, dando vita a un nuovo soggetto, che rappresenterà la moda italiana e che sarà il secondo per importanza dopo la meccanica.

«Questo vuol dire che il nostro peso cambia», ha dichiarato Claudio Marenzi, presidente di Smi, al Sole 24 Ore.

Dopo l’accordo per concentrare in dieci giorni a settembre tutte le fiere e le sfilate della moda, questa iniziativa rappresenta un ulteriore passo avanti per il fashion made in Italy. La nuova realtà è figlia del tavolo nazionale della moda, voluto dal ministro Carlo Calenda e gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Sarà, infatti, proprio a Calenda che i vertici delle associazioni aderenti a Confindustria presenteranno il progetto. «È la prima iniziativa che recepisce in pieno la riforma Pesenti - ha sottolineato Marenzi - e che va nella direzione di pesare di più per affrontare temi comuni: la sostenibilità, la distribuzione, ma anche la produzione».

Oltre alle quattro associazioni, dovrebbero aderire soci aggregati come l’Aip, l’Associazione Italiana Pellicceria. Allo studio ci sarebbe anche l’acquisto di una sede a Milano e la gestione di alcuni servizi in comune. Ancora incerto il nome. (Redazione FashionMagazine)