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30 agosto 2016

Fedeli cresce nel retail e resta indipendente

Forte di un primo semestre 2016 molto positivo, Luigi Fedeli resta ottimista per la sua azienda e per l’economia europea nel suo complesso. Non lo spaventa la Brexit (e il recente riavvicinamento tra Angela Merkel e la premier britannica Theresa May sembrano dargli ragione), né gli scossoni geopolitici. O meglio, li considera fattori fuori dal suo controllo e preferisce concentrarsi sulle strategie aziendali e sui cambiamenti nel mondo della moda, a partire dai modelli distributivi.

«Il 2016 sarà il primo anno in cui produrremo esclusivamente abbigliamento e accessori con il nostro marchio – racconta Luigi Fedeli, amministratore delegato e nipote del fondatore –. In passato abbiamo lavorato come “terzisti di lusso” ed è stato utile, in ogni senso. D’ora in poi però, anche grazie agli investimenti in retail diretto, vogliamo far crescere solo il marchio Fedeli, che ha oltre 80 anni di storia ed è conosciuto in Italia e all’estero come un’eccellenza della maglieria made in Italy in filati di pregio».

Oltre al negozio di via Monte Napoleone, che nel 2010 è stato inserito nella lista delle boutique storiche della città, Fedeli ha aperto a Londra nel 2012, puntando, per quel mercato, sulle storiche linee in cashmere. «Le vendite hanno superato ogni attesa e già nel 2015 siamo andati a breakeven – spiega Luigi Fedeli –. Con la svalutazione della sterlina siamo stati costretti a rivedere i listini, ma non c’è stato alcun effetto negativo, perché mai come dopo l’esito del referendum sulla Brexit Londra ha attirato tanti global shopper. Davanti ad Harrods c’è la coda e la città brulica di asiatici e cinesi in particolare».

Le aperture più recenti, Forte dei Marmi, Saint Tropez, Portofino eKnokke, suggestiva località balneare della costa belga, servono soprattutto a far crescere la linea “swim&wear”: costumi da bagno da uomo, da donna e da bambino e capi adatti all'estate, come bermuda, polo e c abiti leggeri. «L’abbigliamento da mare non è una novità, ma abbiamo deciso di allargare la collezione lavorando sullo stile e sui materiali – aggiunge l’ad di Fedeli –. Chi considera il tessile un settore maturo sbaglia: la ricerca e la tecnologia hanno portato a sviluppare, ad esempio, tessuti iperleggeri e che si asciugano in un batter d’occhio, adattissimi ai costumi da bagno».

Nel 2015 il fatturato è rimasto sostanzialmente stabile a 15 milioni, nonostante la decisione di interrompere le partnership con altri marchi, e l’export ha superato il 75%. Nei prossimi anni la distribuzione sarà sempre più multicanale: «Nell'ultimo anno le vendite da e-commerce sono raddoppiate e già oggi superano il 5% del totale: sarà molto interessante estendere il servizio in tutto il mondo, vista la propensione di americani e cinesi a compare su internet. Un progetto di cui si occupa mio figlio, che per molti anni ha lavorato negli Stati Uniti e in Cina: il passaggio generazionale è all’orizzonte, anche se per ora mi diverto ancora troppo per lasciare il mio ruolo guida – precisa Luigi Fedeli –. La Greater China ci interessa moltissimo e grazie all’accordo siglato nel 2014 con Life Luxury Group, colosso della distribuzione di marchi di lusso in Cina, a breve apriremo un negozio a Hong Kong».

Tre mesi fa Fedeli è entrata a far parte di Fondazione Altagamma, l’associazione che raccoglie quasi cento eccellenze del made in Italy e le promuove all’estero. «Lo stile italiano e il fatto di poter garantire una produzione al 100% locale è sempre stato un valore aggiunto per il marchio e l’azienda – conclude l’ad –. Abbiamo ricevuto proposte da fondi e grandi gruppi, ma per ora vogliamo restare indipendenti e liberi di crescere con le nostre forze e ai ritmi che riteniamo più giusti». (Redazione Il Sole 24 Ore)